Leggiamo un po’ dappertutto che per diventare dei bravi fotografi ci vogliono: fortuna, tecnica, sperimentazione, buona osservazione, curiosità, studio e pensiero prima dello scatto.
C’è chi osanna una o più cose di quest’elenco, io dico che ci voglio tutte +1.
Già ne manca una ed è la perseveranza.

Quando ho preso accordi per fotografare Victoria era deciso che avrei scattato in uno studio attrezzato convenzionato con il cliente: gaio, giubilo, tripudio.

Victoria, model, mww agency, portrait studio, bw, black and withe

Peccato che arrivata allo studio mi viene comunicato che le attrezzature che avrei dovuto utilizzare non erano disponibili, e che avrei dovuto accontentarmi di una torcia a luce continua, che ogni 15 min doveva essere spenta, e un unico flash a 250w non regolabile e senza sotfbox: sconcerto, immobilità, panico.

Ok, la cosa poteva finire qui e diventare la classica “breve storia triste”, invece…

Victoria, model, mww agency, portrait studio, bw, black and withe

Invece, ho tenuto a bada il panico, chiesto alla modella di avere un attimo.

Rovistando tra le cose che potevo utilizzare, nel giro di pochi secondi, ho scovato un piccolo ombrello riflettente argentato – non l’ideale per quello che avevo in mente ma meglio di niente – l’ho montato sul flash 250w e dopo qualche prova di distanza per assicurarmi che intensità e ombre obbedissero ai miei ordini, ho iniziato a lavorare.

Non sempre le cose vanno come abbiamo programmato, non è detto però che non siano buone occasioni per imparare qualcosa anche su noi stessi.  Come la testardaggine e lo spirito di adattamento.

Victoria, model, mww agency, portrait studio, bw, black and withe