Credevo che il tema di questa settimana scivolasse via come l’olio e invece…
Superato il primo smarrimento per come avrei potuto realizzare la nuova foto sono subentrati i veri e propri problemi.

– Che lettera uso?
– Di certo non una delle mie; non ne scrivo mica di così interessanti e, se anche ce ne fosse una non sono così sicura che vorrei che la leggessero tutti.
– Ok. Lettere che hai letto?
– Ammetto di aver letto poche pubblicazioni epistolari e tra le poche non ce n’era sicuramente una adatta al mio scopo.
– Poesie?
– No, il tema è lettere!

Ecco, è a questo punto che parte il panico e urlo: “Non ce la farò mai!”
Poi passa. Ma l’attimo di panico c’è sempre, non potrei vivere senza. Si fa per dire neh, se ogni tanto non si facesse sentire sarei anche felice. Ma torniamo alla foto.
Ad un certo punto mi ricordo di aver letto una lettera di Charles Baudelaire
indirizzata a Jeanne Duval: L’emisfero dei tuoi capelli.
È perfetta!

……………………

Lasciami respirare a lungo, a lungo, l’odore dei tuoi capelli. affondarvi tutta la faccia, come un assetato nell’acqua di
una sorgente, e agitarli con la mano come un fazzoletto
odoroso, per scuotere dei ricordi nell’aria.

Se tu sapessi tutto quello che vedo! tutto quello che sento!tutto quello che intendo nei tuoi capelli! La mia anima viaggia sul profumo come l’anima degli altri viaggia sulla musica.
I tuoi capelli contengono tutto un sogno, pieno di vele e di alberature: contengono grandi mari, i cui monsoni mi portano verso climi incantevoli, dove lo spazio è più bello e più profondo, dove l’atmosfera è profumata dai frutti. dalle foglie e dalla pelle umana.

Nell’oceano della tua capigliatura, intravedo un porto brulicante di canti malinconici, di uomini vigorosi di ogni nazione e di navi di ogni forma, che intagliano le loro architetture fini e complicate su ün cielo immenso dove si abbandona il calore eterno.
Nelle carezze della tua capigliatura, io ritrovo i languori delle lunghe ore passate su un divano, nella camera di una bella nave, cullate dal rullio impercettibile del porto, tra i vasi da fiori e gli orcioli che rinfrescano.
Nell’ardente focolare della tua capigliatura, respiro l’odore del tabacco, confuso a quello dell’oppio e dello zucchero: nella notte della tua capigliatura, vedo risplendere l’infinito dell’azzurro tropicale; sulle rive lanuginose della tua capigliatura, mi inebrio degli odori combinati del catrame, del muschio e dell’olio di cocco.
Lasciami mordere a lungo le tue trecce pesanti e nere. Quando mordicchio i tuoi capelli elastici e ribelli, mi sembra di mangiare dei ricordi.

……………………

Se la volete leggere in francese – che è la versione che ho deciso di trascrivere – la trovate qui.

A questo punto ero convinta che sarebbe andato tutto liscio. Ho stampato il ritratto adatto allo scopo e l’ho ridotto in striscioline per poter imprimere con la Dymo, dell’anteguerra, ogni singola lettera dello scritto. Bon finito!
E invece no, man mano che scrivevo la cosa mi convinceva sempre meno ma ho perseverato fino all’ultimo millimetro della stampa per poi decretare: “NO! Non va affatto bene”.

letter, ritratto, challenge, gara, arte, mixedmedia, art attack, dymo, forbici, cutter

Così mi sono ricordata che in una lontana era, ai tempi delle medie, qualcuno mi regalò una macchina da scrivere. L’ho scovata assediata da tazze, bicchierini e piatti di peltro in un armadio della cantina. Mi sono rimessa a riscrivere la lettera e questa volta il risultato ha soddisfatto le mie pretese.

Posted by:Floriana

Sono un fotografa professionista e mi occupo di fotografia commerciale e di ritratto, nel tempo libero fotografo cose, sogni e desideri.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.